Il Ministro della Salute e l’intramoenia

20 marzo 2019

Comunicato Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Lombardia

Le dichiarazioni del Ministro della Salute Giulia Grillo, in occasione dell’intervista avvenuta durante la trasmissione televisiva Agorà del 15 marzo scorso, con le quali attacca duramente i medici ospedalieri, accusandoli di essere i responsabili delle lunghe liste di attesa, per effetto dell’esercizio della libera professione intramoenia, non tengono conto del fatto che l’intramoenia si svolge al di fuori del normale orario di lavoro e che ben altre sono le cause delle attese.
La mancanza di personale sanitario, il mancato turnover, la drammatica carenza di medici specialisti, la troppa burocratizzazione della professione, il tempo ridotto delle visite (il tempo della comunicazione è tempo di cura, art. 20 del Codice di deontologia medica) sono elementi che non solo allungano i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni, ma possono creare tensioni sul posto di lavoro e incomprensioni fra medico e paziente, minando quel rapporto fiduciario che è il principale fattore della buona riuscita del percorso di cura.
Le affermazioni del Ministro Grillo dimostrano inoltre la mancata conoscenza degli scenari regionali, in primo luogo quello della Lombardia, la più grande Regione del nostro Paese, nella quale la governance dei tempi di attesa è legata all’entità delle risorse investite nei contratti con i soggetti erogatori, a sua volta condizionata dalle esigenze di sostenibilità economica del sistema, ed è quindi del tutto indipendente dall’attività libero professionale dei medici.
Per tali motivi la Federazione Regionale Lombarda, allineandosi con quanto dichiarato dal Dr. Filippo Anelli, Presidente della FNOMCeO, chiede al Ministro di porre in essere reali interventi di rilancio del SSN a cominciare dalla revisione delle politiche di sostegno fiscale, fornito, a scapito del SSN, alle mutue assicurative, che diventano di fatto sostitutive, anche a causa di una politica dei ticket, che ha reso svantaggioso l’utilizzo del servizio pubblico da parte di un gran numero di cittadini.

Como, 18 marzo 2019