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  • Progetto “Biomedicina”: sessantaquattro i licei aderenti per il 2018-2019 Sedici classici e ventuno scientifici si aggiungono ai ventisette scientifici già attivi

    04 settembre 2018
    Biomedicina
    Saranno trentasette, di cui sedici classici e ventuno scientifici, i nuovi licei che, dal prossimo anno scolastico, affiancheranno i ventisette licei scientifici che hanno già avviato - nel 2017-2018 - il progetto di “Biomedicina”, promosso dal Miur in collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo): un percorso di orientamento, di centocinquanta ore nell’utimo triennio delle superiori, verso la facoltà di Medicina. A selezionare i nuovi istituti che entreranno a far parte del progetto, la Cabina di Regia, costituita, per la Fnomceo, dal Segretario Roberto Monaco, dal Coordinatore dell’Area Strategica Formazione, Roberto Stella, dal Presidente dell’Omceo di Reggio Calabria Pasquale Veneziano, per il Miur da Massimo Esposito e dalla professoressa Giuseppina Princi, dirigente della scuola capofila, il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria. La Cabina di Regia ha esaminato le domande e vagliato i requisiti dei centosettantotto licei classici e scientifici appartenenti alle trentaquattro province di tutta Italia i cui Ordini dei medici avevano dato la loro disponibilità ad aderire, quest’anno, al progetto. “Il percorso coinvolge ora ben sessantun province, in rappresentanza di tutte le Regioni italiane - spiega il Segretario nazionale della Fnomceo Roberto Monaco - Ringrazio tutti i Presidenti degli Ordini dei medici che hanno dato la loro disponibilità a formare i ragazzi delle scuole”. Prossimo appuntamento il 19 settembre, per la presentazione presso il Miur dell’iniziativa e per l’avvio della fase operativa per i neo partecipanti al progetto. “In un momento in cui è tanto contestato e farraginoso l'accesso alle facoltà medico sanitarie, riuscire a garantire ai ragazzi un percorso funzionale allo scopo e volto, altresì, a potenziare la preparazione di base non può che inorgoglirci e renderci fiduciosi di importanti ed ulteriori sviluppi” aggiunge Giuseppina Princi. “Siamo molto orgogliosi - concludono Pasquale Veneziano e Roberto Stella - del successo e dell’interesse che tale percorso ha suscitato tra medici, docenti e studenti, consolidando i rapporti tra due istituzioni che promuovono entrambe cultura e formazione”.

Editoriale del Presidente

  • 19 novembre 2018
    Pres 2018
    VIOLENZA: NO GRAZIE! Ancora una volta l’Ordine dei Medici di Varese ha deciso di entrare nel merito di un capitolo attuale e doloroso come la violenza nei confronti del personale sanitario impegnato nei Pronto soccorso, sul territorio, negli ospedali. Un tema che, negli ultimi anni, ha occupato spazi crescenti sui media, giornali, tv, web, confermando i dati di fatto e le preoccupazioni che racco­gliamo tra i colleghi che spesso si trovano a gestire questi fenomeni, quando non sono direttamente coinvolti. La violenza sui luoghi di lavoro sta diventando un fenomeno di dimensioni sempre più ampie; i dati Inail del 2018 segnalano che, in Italia, si verificano ogni giorno tre episodi di violenza: violenze di varia natura che vanno dalle aggressioni, alle percosse, ai tentativi di abuso sessuale. Più di un terzo dei 4000 infortuni descritti, riferibili a violenza sui luo­ghi di lavoro, riguardano operatori della sanità e il 70% è costituito da donne. Una ricerca dell’Università la Sapienza effettuata nel 2017 sui medici, a Roma, ha rilevato 1420 episodi violenti: 60% minacce ver­bali, 20% percosse, 10% a mano armata, 10% atti di vandalismo. Anche in questa indagine due terzi delle vittime erano donne. Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della sanità ha definito la violenza sul lavoro il più importante fattore di rischio professionale per la salu­te degli operatori sanitari e questo fenomeno è diventato negli ultimi anni un elemento di preoccupazio­ne per la sicurezza e la salute degli operatori sanitari coinvolgendo in particolare alcuni settori a maggior rischio di esposizione quali i servizi di emergenza-urgenza, le strutture psichiatriche ospedaliere e territo­riali, i luoghi di attesa, i servizi di continuità assistenziale.
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